sabato 3 agosto 2019

riguardo agli addormentatori della ragione

In verità con teneri calzai il sonno bussa a me, il più caro dei ladri, e mi ruba i miei pensieri: così io resto li, stolido come questa cattedra. (1)
Quanti soporiferi ammaliatori si possono trovare per le strade, intenti a rubare la ragione degli ignari uomini?

E se non li ancor di più popolano il web, cercando di sedurre qua e la qualche sperduto, tentato dall'insaziabile istinto di sbirciare nella vita di chi ha deciso di svelare le proprie nudità sui social network.

Questi non sono solo virtuali piazze del mercato nelle quali gridare a destra e manca le proprie più o meno intelligenti idee. Sono bensì anche moderne piazze Venezia, ideali per plateali chiamate alle armi.

Chi all'inizio bestemmiava negli stadi lanciando motorini, si trova dall'oggi al domani a lanciare rosari alla folla esultante alla vista di moderni fascistelli da sagra di paese, gridando all'unisono "meglio oggi che domani!" (ignorando che l'aumento del debito non va a braccetto con la ricchezza) e accompagnando il tutto con il "daghel al tèrun!" di rito.

esempio di fascistucolo da osteria

Oramai che l'informazione è diffusa in maniera capillare, si hanno più venditori di opinioni interessate che di semplici privati pensatori. Questo comporta che il più delle volte si cerca di convincere e convertire le persone, piuttosto che esporre il proprio punto di vista nella maniera più limpida possibile.

Quindi, come prendere parte in una tal bolgia, creata ad hoc per esaurire i dannati dei più bassi gironi infernali?

e se non potete essere santi della conoscenza, siatene almeno i guerrieri. questi sono i compagni e i precursori di quella santità.  Io vedo molti soldati: vedessi molti guerrieri! (1)

Guerrieri senza uniforme ci vogliono, addestrati non nell'uso dei fucili, bensì delle menti e dei cuori, pronti a combattere al fianco della ragione. Infatti credere a qualcosa di sbagliato è peggio che non credere a nulla, e seguire un lupo travestito da pastore è più pericoloso che essere una pecora smarrita.

Se anche non è possibile dire con certezza cosa è giusto e cosa non lo è, non bisogna arrendersi alle prime opinioni che ci vengono propinate, ma continuare a combattere per la ricerca, se non della verità assoluta, almeno di ciò che sia il più lontano possibile dal falso.

Fare questo non è però semplice data la complessità del mondo in cui viviamo. I rapporti causali che lo compongono possono infatti essere talmente complessi da arrivare a non poter chiamarli altrimenti che casuali.
Il caos è infatti il risultato di un amalgama di eventi legati da rapporti di causa e effetto talmente complessi da non permettere di scorgere alcun disegno logico che permetta di inquadrarli tutti assieme.

Ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo, per poi rapidamente comparire nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni, tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti… In mezzo a una pila di roba. (3)


Dobbiamo essere sinceri almeno a noi stessi, non è possibile venire a capo della intricata trama che costituisce il reale, quindi tanto vale ammetterci dipendenti.
Dipendenti gli uni dagli altri ma anche da ogni singolo granello di polvere che costituisce il cosmo.
Ma se vi sono dipendenze, significa che vi sono anche relazioni. Sono queste che permettono  infatti l'incredibile coesione degli elementi nonostante il caos che governa.

Co-esistere: se sei un poeta, vedrai chiaramente che c'è una nuvola che galleggia in questo foglio di carta. Senza una nuvola, non ci sarebbe la pioggia; senza la pioggia, gli alberi non potrebbero crescere; e senza alberi, non potremmo produrre la carta. La nuvola è essenziale perché la carta esista. Se la nuvola non fosse qui, nemmeno il foglio di carta potrebbe esserci. Possiamo quindi dire che la nuvola e la carta coesistono. [...] guardando più a fondo, possiamo vedere che anche noi coesistiamo. Infatti, quando guardiamo al foglio di carta, questo è parte della nostra percezione. La tua mente è qui e la mia pure. Quindi possiamo dire che tutto è in questo foglio di carta. Non possiamo immaginare qualcosa che non sia qui - il tempo, lo spazio, la terra, la pioggia, i minerali nel suolo, la luce del sole, la nuvola, il fiume, il calore. Tutto co-esiste  in questo foglio di carta. (4) 

Solo cambiando punto di vista e apprezzando queste relazioni di coesistenza è possibile smussare gli angoli del proprio ego,  rendendolo propenso ad osservare e solo a posteriori a giudicare quello che appare essere altro da noi.

La sospensione del giudizio impulsivo e intuitivo è infatti condizione necessaria se si vuole intraprendere la faticosa strada che parte dal falso e conduce al vero. non che lo si debba eliminare, ma capire che è uno strumento che ha meccanismi e finalità diverse da quella della ragione. Questo è infatti utile quando non v'è tempo a sufficienza per effettuare un'analisi razionale approfondita. Risponde quindi all'esigenza di spingerci all'azione piuttosto che alla passività quando ci troviamo in situazioni di emergenza, specie quelle in cui la nostra incolumità fisica è messa a rischio.
La mente umana modella continuamente il mondo che conosciamo attraverso i nostri sensi, utilizzando tutti i dati a sua disposizione per crearsi una rappresentazione della realtà, utile alla volontà, la quale deve assumere su di sé l'onere della scelta per poter dirigere le nostre vite.

In conclusione, non si deve estirpare il pregiudizio, bensì metterlo sotto la lente d'ingrandimento della ragione. Dobbiamo quindi osservarlo, capirlo e superarlo quando ci rendiamo conto che la sua attività è inutile o addirittura dannosa. La sfida per ogni uomo è quella dell'integrità, ossia dell'interezza del suo esistere. Il che significa non essere schizofrenici: né bestie spinte unicamente dall'istitinto, né freddi calcolatori umani. La nostra peculiarità è infatti quella di non essere né l'uno né l'altro. Dobbiamo cercare di riscoprire la nostra vera natura.




il cercatore di senso


riferimenti:
(1) così parlò Zarathustra, delle cattedre della virtù, Friedrich Nietzsche.
(2) così parlò Zarathustra, della guerra e dei guerrieri, Friedrich Nietzsche.
(3) Miranda Priestly in il Diavolo veste Prada.
(4) il cuore dell'insegnamento, Thich Nhat Hanh, monaco buddhista fondatore della comunità di Plum Village.